Se dovessi fare un riassunto veloce di questi ultimi due mesi, basterebbe una parola: pieno.
Giugno e luglio sono volati via a una velocità strana, di quelle che ti lasciano con la sensazione di aver corso una maratona senza aver avuto il tempo di riscaldarti. Mi ritrovo stanco, senza energie. Si sono sommati progetti nuovi, responsabilità diverse e quella dose di incertezza tipica di quando stai seminando molto, ma i frutti sono ancora tutti da vedere.
Il problema è che questi due mesi non arrivavano dal nulla. Si sono innestati su una primavera, da marzo a maggio, già complessa di suo, segnata da un piccolo shock emotivo dal quale sono uscito ma che ancora alle volte fa pensare; purtroppo, quando il passato bussa alla porta non sempre lo fa in maniera positiva, anzi.
Resta il fatto che quando non hai una base del tutto serena da cui partire, ogni peso grava il doppio sulle spalle.
Nulla di quello che si fa è facile, nulla è dovuto o scontato. Ma oggi la sensazione prevalente è semplicemente una: la stanchezza. Una stanchezza accumulata strato su strato.
Ora stacco per un paio di settimane. Non ho ricette magiche o grandi proclami su come tornerò; l’unico obiettivo reale è staccare la spina, rallentare i pensieri e sperare di rientrare a fine agosto con un po’ di energia in più in corpo. E per farlo saro’ davvero piu’ isolato dal mondo. Niente IM, niente social. Resteranno sul tablet, solo per emergenza.
Ci risentiamo tra un po’.