Leonardo ha dieci anni e ha finalmente iniziato ad apprezzare i giochi da tavolo. Aspettavo questo momento da tempo e oggi sono felice, sia come padre che come giocatore.
Vedo quanto gli fa bene e con quale soddisfazione affronta le regole, trova la strategia e si porta a casa la vittoria. È sveglio e intuitivo: ce la stiamo giocando alla pari su titoli per nulla banali come Sagrada e Railroad Ink, passando per la rapidità di Magic Five. Li affronta senza problemi, calcolando ogni mossa.
Ho sempre creduto nel valore e nella socialità di questo hobby, anche se in passato me ne ero allontanato, stanco di certe derive e comunità diventate tossiche ed escludenti (avevo accennato qualcosa in merito qui).
Ritrovare quel piacere genuino al tavolo con mio figlio, lontano da quelle dinamiche, mi ha fatto riscoprire il senso di tutto. Oggi sento di aver davvero riannodato il filo. Non avevo perso la curiosità per il gioco ma sinceramente me ne ero disinnamorato.
Leo mi ha riportato al tavolo.
